La forza di una donna trame turche: dopo aver eliminato Sarp, Sirin a Bahar: ‘Tocca a te’
Nelle prossime puntate de La forza di una donna, dopo la morte di Sarp, Sirin tornerà a mostrarsi per quello che è davvero. Dietro un’apparente calma, la giovane lascerà emergere il suo lato più oscuro e, durante un confronto con Bahar, pronuncerà una frase destinata a gelare il sangue: “Tocca a te”, facendo capire che la sua vendetta non è ancora finita.
Sirin mostra un cambiamento dopo la morte di Hatice
Nelle prossime puntate de La forza di una donna, Sirin sembrerà davvero cambiata dopo la morte di Hatice. La ragazza apparirà più controllata, meno aggressiva, quasi decisa a lasciarsi alle spalle il rancore che per anni l’ha contrapposta a Bahar.
Questa impressione sarà rafforzata dal nuovo lavoro al bar di Emre, dove Sirin riuscirà a ottenere il suo primo stipendio.
Quando ne parlerà con Bahar, il suo atteggiamento sarà insolitamente pacato, privo di provocazioni: “Come stai?”. La domanda arriverà in modo diretto, senza ironia né tensione: “Bene. Oggi mi hanno pagato il primo stipendio”. Per un momento, tra le due sorelle calerà un clima quasi disteso. Bahar la osserverà con cautela, ma senza ostilità, come se volesse concederle il beneficio del dubbio: “Che bello. Sono davvero contenta per te”. Sirin accennerà un sorriso, limitandosi a una risposta breve: “Grazie”.
Subito dopo, spiegherà di aver voluto mantenere la promessa fatta a Nisan e Doruk, raccontando che con quei soldi ha comprato loro una torta.
Un gesto semplice, sufficiente a convincere Bahar che il cambiamento sia reale e che la porterà ad abbassare momentaneamente la guardia.
Sirin riapre il caso di Arif durante il confronto con Bahar
La conversazione, però, cambierà improvvisamente direzione. Sirin abbasserà il tono e introdurrà un argomento destinato a rompere quell’equilibrio fragile: “So che Arif è tornato libero”. Bahar si irrigidirà subito, sorpresa dal fatto che Sirin sia già informata: “Come fai a saperlo?”.

Sirin minimizzerà la cosa con un’alzata di spalle, come se fosse una notizia di dominio pubblico: “L’ho sentito dire. E secondo me bisogna portarlo di nuovo a processo. Ha causato la morte di due persone. Non può restare libero”.
A quel punto Bahar sentirà il bisogno di intervenire con decisione, stanca di vedere riemergere sempre lo stesso rancore: “Sirin, ne abbiamo già parlato. È stato un incidente. Arif voleva portarmi in ospedale. Se non fossi svenuta, forse non sarebbe successo nulla. Non prendertela con lui, perché Arif non ha colpe”.
La tregua tra Sirin e Bahar si rivela solo apparente
Le sue parole non basteranno a fermarla. Sirin resterà in silenzio per qualche istante, fissando la sorella con uno sguardo duro, poi risponderà a bassa voce: “L’unica colpevole sei tu. Tu sarai la prossima, tocca a te”.
Bahar la guarderà e le dirà: “Ma cosa stai dicendo?”. Sirin non ripeterà e Bahar lascerà correre: “A ogni modo, non parliamo di Arif.
Fallo almeno per i bambini”.
Dietro quell’atteggiamento apparentemente tranquillo, però, si nasconderà una verità ben più grave. Sirin non è affatto cambiata: è stata proprio lei a causare la morte di Sarp, manomettendo la flebo che teneva sotto controllo la sua pressione e da cui dipendeva la sua vita.
La scarcerazione di Arif farà riaffiorare in Sirin una rabbia mai sopita e la convinzione che la sua vendetta non sia ancora conclusa. La tregua con Bahar si rivelerà solo una messinscena: Sirin continuerà a mostrarsi tranquilla e collaborativa, ma dentro di sé avrà già deciso di colpire ancora.