IL PARADISO CHIUDE NEL 2026? LA DECISIONE RAI E IL “PIANO B” SHOCK -IL PARADISO DELLE SIGNORE 10
La data è incisa come un monito sul calendario: maggio 2026. Non è la promessa di una nuova, scintillante collezione primaverile, ma la scadenza che potrebbe segnare la fine definitiva de “Il Paradiso delle Signore”. Immaginare il pomeriggio di Rai 1 orfano delle Veneri, dei drammi di Umberto Guarni e della Contessa, è per milioni di telespettatori italiani uno scenario fantascientifico, un incubo che i vertici di Viale Mazzini stanno, purtroppo, trasformando in un freddo dossier. La soap opera che per anni ha dominato il daytime è a rischio chiusura, e le ragioni sono molto più complesse di un semplice calo di ascolti. È una vera e propria “tempesta perfetta” che si sta abbattendo sul grande magazzino, una crisi tripla che minaccia di spazzare via un pezzo di storia della fiction italiana.
Il Crollo dei Numeri: La Fortezza Inespugnabile Ha delle Crepe
Fino alla scorsa stagione, Il Paradiso era un baluardo inattaccabile. Gli 1.5 milioni di fedelissimi e lo share fisso sopra il 20% ne facevano il gioiello indiscusso della programmazione pomeridiana. Oggi, la realtà è impietosa: la media è scesa a 1.2 milioni e lo share arranca tra il 16 e il 18%. Un calo di quasi il 20% in un solo anno. Per un programma ordinario, sarebbero cifre dignitose, ma per una produzione in costume così costosa – che deve sostenere set complessi, abiti d’epoca e un cast di primo livello – questo indebolimento è un campanello d’allarme assordante.
La domanda che i fan devono porsi non è se i numeri siano buoni, ma se giustifichino i costi in un momento in cui l’azienda pubblica è costretta a fare i conti con un budget sempre più risicato. E in questa contabilità, la RAI non è esente da colpe. I continui cambi di palinsesto, i ritardi inspiegabili, le puntate saltate e la lunghissima pausa estiva (da maggio a settembre) hanno trattato il pubblico non come una base fedele, ma come una “pallina da flipper”. Questa condotta, disorganizzata e irrispettosa del pubblico, ha aperto una voragine nella fidelizzazione, spingendo molti a cercare stabilità altrove.
Il Predatore Esterno e la Trama in Stallo

Il secondo fronte della crisi è la competizione esterna, aggressiva e spietata. Mentre Il Paradiso deve onorare i costi di una produzione italiana di alta qualità, la concorrenza di Canale 5 ha schierato l’artiglieria pesante: le soap opere turche come La forza di una donna. Questi prodotti low cost sono realizzati con un decimo del budget necessario per una fiction italiana e stanno letteralmente cannibalizzando lo share, incollando allo schermo quel pubblico stanco di rincorrere il palinsesto RAI.
A rendere il quadro ancora più critico è la percezione di una trama debole in questa decima stagione. Molti critici e report interni parlano di storie “non incisive” e di una “magia inceppata” dopo dieci anni di onorata carriera. Sebbene nuovi personaggi come Johnny, Fulvio e Caterina abbiano portato una ventata d’aria fresca, non sono riusciti a scuotere la narrazione. La vera delusione risiede nel ruolo dei fratelli Marchesi, annunciati come l’ombra vendicatrice pronta a colpire Umberto e Adelaide. La loro azione, che avrebbe dovuto portare tensione ed esplosioni narrative, si è rivelata sorprendentemente timida, quasi esitante, lasciando gli spettatori in una frustrante “terra di mezzo”.
L’unico lampo di vita recente è stato il gesto inatteso e doloroso di Marcello che ha lasciato Adelaide alla vigilia delle nozze. Una scossa potente, vibrante, che per un attimo ha restituito alla serie la sua imprevedibilità. Purtroppo, al di là di questo trauma emotivo, il resto della trama ha continuato a muoversi con eccessiva cautela, un sussurro laddove serviva un grido. La combinazione di una concorrenza a basso costo che vince e di una vena creativa che sembra essersi prosciugata è letale per un prodotto premium come Il Paradiso.
Il Bivio Finale: L’Incubo del Piano B
Il tempo stringe. La scadenza di maggio 2026 non è negoziabile. Se gli ascolti non risaliranno in modo significativo entro la primavera, il rinnovo per la stagione successiva non ci sarà. La RAI, in quanto azienda pubblica, non può permettersi di mantenere in vita un prodotto costoso che perde costantemente terreno contro le produzioni estere a basso costo.
E qui subentra lo scenario più inquietante, il “piano B” che rischia di far infuriare la base di fan. Le opzioni sul tavolo sono due, e una è peggiore dell’altra:
Opzione A: L’Invasione Straniera. La RAI potrebbe alzare bandiera bianca e iniziare ad acquistare pacchetti di soap spagnole o turche. Questo permetterebbe un risparmio economico enorme, ma causerebbe la perdita di identità e storia, trasformando Rai 1 in una replica sbiadita di Canale 5.
Opzione B: Il Talk Show Infinito. L’alternativa, considerata la più probabile e la più noiosa, è l’allungamento dei programmi di chiacchiere. L’idea è coprire lo slot orario del Paradiso (dalle 16:00 alle 16:45) con ulteriori ore di opinioni, cronaca nera e gossip, traghettando il pubblico verso La Vita in Diretta a costo quasi zero. Un pomeriggio intero seduti su un divanetto, in sostituzione delle trame in costume, della moda e dei sentimenti.
La Chiamata alle Armi del Pubblico
La decisione sul destino de Il Paradiso delle Signore non è ancora scolpita nella pietra. Perdere questa soap non significa solo dire addio a personaggi amati; significa sacrificare migliaia di posti di lavoro nell’audiovisivo italiano e rinunciare a un appuntamento che unisce intere generazioni davanti allo schermo.
Il destino del grande magazzino è, letteralmente, nelle mani del pubblico. Non basta più guardare; è necessario farsi sentire. Se la base fedele non vuole accettare il talk show o l’invasione straniera al posto dei sogni, c’è un solo modo: dimostrare che si è ancora lì.